
I BEDUINI Al badw
Nomadi, erranti, liberi, sognatori fino all’assurdo,
privi anche del necessario, sanno vivere nel deserto poiché ne conoscono
i segreti. Originari dei deserti arabici, nei tempi della jahiliya
(periodo pre islamico, letteralmente epoca della ignoranza)
erano gli emarginati dei centri agricoli delle oasi dello Yemen. In
principio erano i poveri che, scacciati dai ricchi proprietari agricoli
delle oasi, furono costretti a vivere ed organizzarsi in ambienti
terribili quali i deserti. I rari punti d’acqua, pozzi e sorgenti, erano
i loro riferimenti, vicini ad essi insediavano i loro accampamenti. Si
specializzarono nell’allevamento ed erravano continuamente per procurare
ai loro animali foraggio sufficiente. Questa pratica, lontana dalle
agiatezze, ai limiti delle possibilità umane, che non lasciava spazio
per debolezze di alcun genere, formò in questo popolo delle capacità che
potremmo definire straordinarie. La selezione, che naturalmente
eliminava deboli ed incapaci, portò questa gente a divenire il “popolo
del deserto”, dal quale assorbiva la sua essenza: natura contraddittoria
dove la vita e la morte sono più vicine che altrove, dove il trionfo
della natura si esprime nei paesaggi immensamente apocalittici.
Il
badawiy* vive nel deserto applicando una precisa ed elementare
norma per vincere la lotta contro una natura ostile: ottenere il massimo
rendimento con il minimo dispendio energetico. Egli rappresenta il
miglior esempio di adattamento dell’uomo all’ambiente desertico, la più
alta specializzazione dell’economia pastorale nomade nel rapporto
uomo-animale-ambiente. Ma ciò che contraddistingue questo popolo è
l’assenza dell’idea di proprietà della terra, dei beni immobili e, per
estensione, del concetto di amor patrio, inteso come nazione costituita
da padroni. La loro coesione non è basata quindi sulla comproprietà da
conservare e da difendere, non sull’amore per il territorio, ma sul
concetto di cabila (tribù), a cui ogni singolo si sente
fortemente unito e solidale fino alla morte. Forte di queste basi, e
facendo propria una religione Islamica rigidamente coerente con gli
enunciati coranici, il popolo beduino si espande nel mondo, influenzando
in gran misura la storia del popolo arabo. Fervidi fedeli all’islâm,
sono stati storicamente il veicolo di diffusione nel mondo di questa
religione. Cavalieri formidabili, abituati al deserto che percorrevano
ovunque, sopportandone i disagi più di chiunque altro, giungevano vicini
ai centri abitati dove effettuavano razzie rapide e terribili. Sovente
costituivano gli avamposti di eserciti, che giungevano alla conquista
facilmente, dopo che gli avversari erano già fiaccati dall’impeto delle
Gharwd (razzie) beduine. Coraggiosi più di chiunque, attaccavano
al grido di Allah u Akbar (Allah è il più grande),
terrificando i popoli, compiendo violenze inusitate e lasciando dopo il
loro passaggio soltanto distruzione e morte. Così gli antichi cronisti
documentavano le stragi perpetrate dalle tribù beduine dei Bânu Hilel
(figli della mezza luna) e di Bânu Selim (figli di Salomone).
“Un torto recato al singolo componente è considerato un torto all’intero
gruppo”. Carattere estremamente sensuale, il beduino, sente forte il
bisogno di rendere pubblica la sua virilità e fa di essa il motivo della
sua vita. Generoso fino all’incoscienza, uccide la sua ultima capra per
ottemperare alle tradizioni dell’ospitalità. Rapido nella collera,
trascende facilmente all’ira e diventa terribile, ma se è contento
perdona fino al sacrificio. Coraggioso oltre all’audacia è un temibile
combattente. Rispetta la donna ed è capace di morire se lei lo richiede,
ma se contrariato la punisce fino a trattarla come un animale. La
nobiltà e l’inganno possono coabitare nel suo cuore senza che egli se ne
vergogni, poiché vengono considerati sentimenti senza obbligo di
costanza nel cuore degli uomini.
Abituato
al trascorrere del tempo a diretto contatto con la natura insolita del
deserto, così assoluta ed irreale, ama la poesia ed i racconti
fantastici. La poesia rappresenta per il beduino gran parte del suo
patrimonio culturale, il suo temperamento artistico viene espresso
attraverso la parola. Oggi, i discendenti delle antiche tribù beduine in
Africa popolano numerosi tutta la fascia sahariana e compongono le tribù
a carattere nomade pastorale.Molti di loro vivono nelle tende nel
deserto, altri, sedentarizzati, compongono la società dei villaggi di
agricoltori delle oasi. L’evolversi delle situazioni hanno trasformato
alcune tradizioni, ma l’essenza dello spirito beduino è ben viva e
resiste nonostante tutto alle pressioni del colonialismo culturale
dell’occidente.
Oggi il termine beduino (Badawiy)sing.- al badw (pl.). è un termine arabo che designa l’uomo che vive lontano dai centri abitati, che abita nelle campagne o sulle montagne e soprattutto la gente che svolge la vita nel deserto
Marino Alberto Zecchini
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