BEN GARDANE

IL  MERCATO DELLE MERAVIGLIE

Lungo i margini delle strade del sud dopo Gabes ma soprattutto da Medenine a Ben Gardane si  accalcano ai margini delle strade file interminabili di rivenditori di carburante, bidoni accatastati  fanno bella mostra. Benzina super, gasolio ed olio contrabbandati dalla vicina Libia sono ammonticchiati davanti a capannotti realizzati con pietre e  lamiere, alti trespoli sormontati da una latta da cui fuoriesce un tubo sono  usati per la mescita del carburante direttamente nei serbatoi delle auto. Non sembra vero, che del materiale così’pericoloso sia manipolato in grande quantità da inesperti, ma ciò che meraviglia è l’assoluta libertà di distribuzione e vendita completamente in nero.  Le auto si fermano presso i rivenditori abusivi mentre uomini e bambini si affaccendano alla vendita, dopo che hanno aperto il tappo del carburante delle auto ed infilato il tubo di carica prendono le  taniche da 10 o da 20 litri, le alzano con un notevole sforzo e le versano nel serbatoio. Nelle vicinanze di  Ben Gardane  il prezzo del gasolio e della benzina verde è di 13 Dinari  per 20 litri, man mano che ci si allontana il prezzo varia: 15 Dinari a Medenine,  sino a 17/18 Dinari a Gabes. Questi improvvisati petrolieri sono sempre in attività, non importa la stagione, le feste comandate e l’ora. La notte si sistemano su dei pagliericci di fortuna dentro i capanni tra le pozzanghere cangianti di acqua e di olio e  per farsi notare hanno escogitato una curiosa esca, infilano una lampadina accesa in una tanica colorata di rosso ed ecco la lampada magica che attirerà i passanti bisognosi di carburante. Sono gentili ed assicurano esclamando wallah ( te lo giuro su Allah) che la benzina è pulita e che dentro la tanica non hanno messo acqua e che la tanica è riempita oltre il livello e quindi non sono 20 ma 21 o 22 litri. Ad alcuni di loro ho chiesto se il loro svolgere l’acquisto e la vendita del carburante e di altri prodotti provenienti dalla Libia sono permessi e nella ingenuità più totale mi è stato risposto che non potrebbero fare altro e che se non ci fosse questa opportunità cadrebbero nella miseria più nera. Ma il paradosso fiscale diventa  enorme quando sulla strada e al centro di Ben Gardane si trovano a decine i banchi di cambia soldi; pacchi di dinari libici sono offerti ai passanti dalla frontiera, sui cigli della strada uomini isolati sventolano degli oggetti simili a ventagli; avvicinandosi, si capisce che stanno sventolando pacchi di banconote, sono cambiavalute "abusivi", un mercato nero alla luce del sole. Si dice che un tempo era un vero business, oggi , con la fine dell'embargo libico, questo "commercio" ha subito un forte tracollo. Sembra di essere al paese di “Ben Godi”. Ma Ben Gardane riserva ancora una grande sorpresa, qui è tutto un mercato, si dice il più grande di tutto il Maghreb. Tutta la cittadina è un emporio, ogni cosa è posta in vendita a prezzi concorrenziali e per questo gruppi numerosissimi di persone giungono per gli acquisti da ogni dove. Il mercato vero e proprio si trova all’interno di una vasta radura di alcuni chilometri quadri, sulla strada che dal centro va verso Zarzis, all’ingresso un tavolo con alcuni incaricati eseguono fatture agli acquirenti che dovrà essere esibita lungo la strada di ritorno alla polizia o ai doganieri. Bambini e ragazzini con la cariola da muratore si offrono agli avventori come trasportatori delle merci acquistate,  corrono tra la folla gridando “burrita, burrita”.Un labirinto di banchi di vendita offrono ogni cosa: abiti di ogni genere, alimentari, oggetti per la casa, tappeti, materiale informatico e persino gomme per auto e per trattori. Le montagne di prodotti sono esposti a volte con dovizia altre sono gettate a terra, è il regno della contraffazione, un gigantesco mercato dove le coppie in procinto di maritare trovano tutto il necessario per la casa, l’abbigliamento, gli alimenti e bevande necessarie alla festa di matrimonio. Lungo le strade che portano a Ras el Ghedir verso il confine il mercato continua per alcuni chilometri, a destra e a sinistra della strada  empori più o meno raffazzonati rigurgitano di prodotti di produzione tunisina  destinati ai libici.Se durante i giorni della settimana la compravendita  è notevolmente attiva la   domenica è il grande  giorno,   giungono avventori da ogni regione della Tunisia, dal nord arrivano numerose autocorriere noleggiate da coppie e famigliari per l’acquisto di tutto il necessario ai matrimoni, i pullman si trasformano in mezzi da trasporto commerciale e sono stipati sino all’inverosimile dentro e all’esterno sui portabagagli di mercanzie varie acquistate al grande “suk Libia”.Il mercato di Ben Gardane  è la capitale dell’incontro mercantile, un popolare e grande teatro del mondo tunisino e  nord africano, un polmone per  l’economia della regione del sud est che per la cronica  mancanza di lavoro rispetto al nord  stenta a svilupparsi, forse è questo uno dei  motivi per cui la pressione fiscale ed il controllo è qui più che altrove tollerante.Questa cittadina che appoggia le sue radici nel deserto e i suoi occhi verso le ricchezze del nord combatte la sua sopravvivenza economica con i mezzi e le occasioni a lei donate dal destino; la vicinanza con la Libia e l’intelligenza e l’inventiva  della sua gente. 

 Marino Alberto Zecchini

 

 

 

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