
Sull’origine del termine berbero si confrontano differenti teorie; la prima vuole che siano gli arabi che giunti nelle regioni nord africane chiamarono gli abitanti di questi luoghi “el berber”, un termine slittato nella lingua araba attraverso le contaminazioni linguistiche con i greco-latini che usavano la parola “barbarus” per indicare tutti i popoli (considerati incolti) che non appartenevano alla cultura dell’impero. A conferma osserviamo che la medesima voce era indicata sulle carte compilate dai geografi medioevali anche d’occidente. Secondo alcuni ricercatori sembra che il termine “ber ber” sia una errata traslitterazione dall’originale suono “far far”, che i primi latini giunti in queste terre sentivano ripetere frequentemente come intercalare dagli abitanti nord africani. Intercalare ancora riscontrabile tra i parlanti il berbero attualmente di alcune regioni

gente berbera del Jebel Nefusa _Libia
Questo suono frequentemente usato dagli autoctoni prese tra i primi osservatori il significato di parlare o meglio di parlare molto in un senso lievemente spregiativo. Ecco perché la prima definizione intrinseca nella denominazione di questa numerosa etnia sembra essere segnata per la loro prolissità. In realtà sembra più verosimile che i primi latini udenti la parlata “berbera” ebbero molte difficoltà nella comunicazione e usarono senza troppo approfondire l’intercalare sentito per definire l’intera etnia. Tuttora il termine berbero è considerato una definizione straniera e gli abitanti nord africani consapevoli di questa origine amano autodefinirsi “ Imazighen” che significa “uomini liberi o anche uomini appartenenti a una nobile stirpe”. Il termine imazighen (sing. amazigh) era comunque conosciuto dagli antichi tanto che venne latinizzato con Masicen ed in fine Masili, quest’ultimo usato dai geografi e antropologi italiani del secolo scorso. I Berberi ovvero gli Imazighen sono gli abitanti originali o comunque i più antichi dell’Africa del nord. Anche sulla loro origine pesano due teorie, quella degli antropologi occidentali che inseriscono questo popolo tra le altre etnie dell’Africa del nord annoverandoli insieme agli egiziani, i nubiani, i somali etc. a quel numeroso gruppo definito camitico, originato nella preistoria da quello stato che oggi si chiama Etiopia e che nel corso di millenni è andato via via spostandosi verso il nord, popolando le coste del Mediterraneo. Oggi possiamo affermare che i “berberi “ sono gente di tipo mediterraneo. La seconda teoria afferma che i berberi provengono dalla Penisola Araba precisamente dalla Siria e dallo Yemen. Questa teoria è sostenuta soprattutto da coloro che amano credere alla appartenenza al ceppo arabo per convinzione religiosa, in quanto, essere arabi significa secondo una convinzione diffusa essere prossimi al Profeta e fautori della diffusione dell’islam nel mondo, una nota di nobiltà sempre cercata da tutti i musulmani. In realtà il popolo Nord africano preso nel suo complesso non può essere definito arabo ma arabofono, in quanto troppo pochi sarebbero stati gli arabi giunti durante le differenti invasioni delle differenti ondate (Okba Ben Nefa prima e le tribù Banu Hilel e Banu Selim dopo) per un cambiamento etnico così importante. A conferma di questo possiamo citare il grande sociologo e filosofo tunisino Ibn Khaldun, che scriveva nella sua “Histoire des Berbères” che non è sostenibile l’idea della immigrazione dei berberi dalla Penisola Arabica. Egli in oltre descrive la popolazione berbera divisa in due grandi etnie i “Baranes”, che sono considerati sedentari e i “Botr” nomadi, rimasti questi ultimi più aderenti alle antiche tradizioni e alla purezza del linguaggio.

Berberi del sud Tunisia
Oggi, in tutto il territorio Maghrebino (Tunisia Algeria e Marocco) siamo certi dell’esistenza di una numerosa comunità berbera. Il Marocco ha una percentuale di parlanti il berbero che raggiunge il 40% della popolazione, questi gruppi sono distribuiti soprattutto sulle montagne e nel deserto. Molti gruppi sono stanziati anche in Algeria, in particolare nella Cabilia, nel sud il popolo Tuaregh che è berbero si estende sino alla Libia al Niger, al Mali. La Tunisia, crocevia di molte civiltà e popoli, i parlanti berbero sono rimasti pochi, si trovano al nord nei paesi del Tell lungo il confine Algerino e al sud, nei paesi che si trovano sulla dorsale del Jebel Dahar a sud ovest di Tataouine nei villaggi di Douirat, Chenini e pochi altri. In una sintesi, possiamo considerare il popolo berbero di oggi l’amalgama di un substrato originario presente sin dalle epoche preistoriche (civiltà neolitica Capsiana), con i gruppi giunti durante il corso della storia nelle numerose invasioni: Fenici, Greci, Vandali, Romani, Bizantini, Arabi, Francesi e Italiani si può ritenere che il popolo nord africano.è l’amalgama di tutti questi in rapporto alla importanza numerica degli invasori ed alla integrazione poi prodotta con la popolazione autoctona.
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Donna berbera dell'Alto Atlante Marocco
Un popolo misto e composito in cui l’arrivo degli arabi ha certamente segnato un momento di cambiamento culturale, linguistico e religioso. Oggi, non essendoci documenti o altre testimonianze lo strumento principe da cui è possibile sviluppare ipotesi storiche è la lingua berbera attuale, la sua ricchezza espressiva, il ricordo attraverso ogni forma, dalla sua oralità, il racconti degli anziani etc.. Nella vastità di tutto il Maghreb esistono differenti gruppi berberi in cui si riscontrano parentele nella similitudine dei dialetti. A causa di tutte queste invasioni e per le sue caratteristiche ideali, contrarie al sottoporsi a un governo impositivo il popolo Berbero non si costituì mai in nazione, tuttavia nel corso della storia il contributo di questo popolo fu fondamentale per l’emancipazione della civiltà, della cultura e nelle scoperte scientifiche.

Berbera del Tell
Note Storiche:
Tra i personaggi storici nord Africani che più di altri si collegano con la storia dell’Occidente, vi sono :
Massinissa (238-148 a.C.) (tempo di Roma imperiale) Re dei popoli berberi di Numidia (terra dei nomadi), condottiero e statista. In un primo tempo ricacciò gli invasori Romani, poi si alleò con loro contro i Cartaginesi e provocò la prima guerra punica.
Clemente (150-215 d.C.) ed
Origene (184-254 d.C.) teologi alessandrini.
Con i loro studi ed osservazioni conciliarono il cristianesimo con la filosofia greca.
S. Agostino Aurelio (354-429 d.C.) (Periodo di massima estensione sul territorio nord Africano del cristianesimo). Berbero da parte di madre (S. Monica), scrisse 1.030 opere sulla filosofia, l’immortalità dell’anima, il libero arbitrio e la trinità. Queste opere ebbero capitale importanza nel pensiero politico, filosofico e religioso nel mondo occidentale nella storia delle epoche successive sino ai nostri giorni.
Averroè, (1126-1198 d.C.) ovvero Ibn Rushd. (Periodo in cui la cultura araba era l’intelligenza del mondo e l’occidente languiva nel buio medio evo). Straordinario filosofo, scienziato, traduttore e commentatore di Aristotele, esercitò un enorme influenza sul pensiero occidentale. Dante Alighieri lo cita spesso nelle sue opere con l’aggettivo di Commentatore (Convivio IV XIII,8; Monarchia I III,9; QuaestioV12 e XVIII,46).
Le invasioni:
Nel corso della storia il territorio nord africano fu ripetutamente invaso da diversi popoli con la seguente progressione:
1200 a.C. Fenici
814 a. C. Cartagine si
46 a. C. Romani
429 d. C. Vandali
535 d. C Bizantini
647 d. C. Arabi (prima invasione)
1100 d.C.Arabi (seconda invasione)
1529 d.C. Turchi
1830 d.C. Francesi
Storia recente sono le invasioni italiane ed inglesi.