UN PROGETTO PILOTA PER LO SVILUPPO DI UN TURISMO CULTURALE E NATURALISTICO DEDICATO AL SAHARA TUNISINO E CREZIONE DI UNA PIATTAFORMA INTERATTIVA INTERNAZIONALE SARA’ PRESENTATO IN OCCASIONE DEL SEMINARIO ORGANIZZATO DALLA CHAIRE BEN ALI POUR LE DIALOGUE DES CIVILISATIONS ET DES RELIGIONS  A DOUZ IL MESE DI DICEMBRE A LATO DEL FESTIVAL  INTERNAZIONALE DEL SAHARA.

Premessa:

La Tunisia dell’estremo sud ha delle particolarità che la caratterizzano nei confronti di tutto il grande Sahara: in questa relativamente piccola porzione di territorio si trovano tutte le morfologie di base che costituiscono la testimonianza dei complessi processi di desertificazione. Un campo d’osservazione in cui i fenomeni geologici, climatici  e antropici sono stretti e vicini tra loro, un ambiente unico, che permette di osservare e capire il deserto nella sua totale complessità in uno  spazio relativamente ridotto.

Il deserto tunisino è anche stato teatro di avvenimenti storici antichi e recenti  di grande importanza,  ma il ricordo storico è stato in gran parte trasmesso solamente  in forma orale, gli scritti dettagliati sono scarsi e risalgono solo ad alcuni secoli. Il ricordo orale  pur essendo a volte l’unico purtroppo cade sovente nella mitizzazione dei narratori deformandone la realtà storica.

La nostra idea  propone di muoversi in direzioni di ricerche partendo da fonti inedite che possiamo elencare in tre fondamentali percorsi:

A) Rilettura storica attraverso la semantica e l’etimologia dei toponimi del territorio

B)  La raccolta e lo studio analitico di documenti notarili ritrovabili nella regione

C) La creazione di piccoli musei naturalistici e etnografici nei villaggi del sud Tunisia

Tutti gli elaborati saranno destinati alla creazione di una rete di sapere intercomunicante per valorizzare il territorio desertico tunisino al fine di porre questa porzione di Sahara in rilievo per la sua complessità naturalistica ed umana. Una porzione di questi strumenti sono gia  da me  elaborati e realizzati  sottoforma di pubblicazioni, audiovisivi, apertura di musei  etc.:

A)        Rilettura storica attraverso la semantica e l’etimologia dei toponimi del territorio:

La nostra idea si propone di fare uno studio ambientale e storico attraverso i toponimi delle  località sparse per tutto il deserto tunisino partendo dalla linea che taglia da ovest a est la nazione e cioè da Rjim ‘atug – Douz- Matmata quel territorio che comprende la porzione sud del Governatorato di Kebilli e tutto il Governatorato di Tataouine. Il triangolo desertico che si incastra tra l’Algeria e la Libia sino al confine estremo di Borji el Kadra. Uno studio dettagliato per la creazione di una rete di punti che insieme traducono la complessità del sistema attraverso le forme paesaggistiche macroscopiche: oasi, chott o sebka, hammada ed erg, che a loro volta compongono altre specificità come : le dune, le montagne, l’acqua ed il sale. All’interno di queste macromorfologie troviamo i siti di riferimento ognuno di loro con il proprio nome che segna un avvenimento storico o una caratteristica saliente della natura, la presenza di un pozzo o di una gubba con la storia e l’influsso spirituale di un Walì, o un fatto mitico che lo ha marcato indelebilmente nella memoria degli uomini. Tutti i nomi di questi luoghi con le loro denominazioni costituiscono una rara e preziosa testimonianza storica  da cui prelevare  informazioni  che  attraverso una analisi linguistica, semantica ed etimologica dei  loro significati potrebbero essere le  fonti per una formulazione inedita e originale della  storia della regione. La realizzazione di una rete di questi punti  comunicanti non solo attraverso le piste ma tramite  le etimologie dei nomi per estrapolarne la storia la natura ed il  mito, al fine  di valorizzare il territorio attraverso nuove conoscenze che possono attrarre l’interesse di studiosi e viaggiatori. Tutti i toponimi della regione desertica potrebbero costituire una rete intercomunicante di avvenimenti  che avvolgono la storia del passato, la testimonianza di accadimenti da elaborare anche secondo  le variazioni epocali  partendo dalla preistoria:(Civiltà Capsiana), alla storia romana: (limes Tripolitanus), l’arrivo degli arabi con tutte le implicazioni storiche e religiose, sino ai giorni nostri, senza trascurare il secolo scorso con tutte le tracce dei toponimi che si riferiscono alla presenza coloniale ed alla guerra di liberazione.  Al fine di fare attraverso una elaborazione linguistica e grafica la composizione di un mosaico inedito di una mappa documentata dei siti con le loro caratteristiche storiche e naturalistiche. Un lavoro inedito che serva alla valorizzazione del territorio per incrementare e supportare l’interesse di studio, di ricerca e di viaggio. La realizzazione di uno strumento  che caratterizzi il Sahara tunisino evidenziandolo come punto storico e naturalistico privilegiato in rapporto a tutto il Sahara el Kubra. 

 

B)  La raccolta di documenti notarili

Un altro percorso di ricerca di grande interesse documentaristico è la raccolta di atti notarili, di varie epoche che riteniamo esistere ancora abbondantemente presso alcune famiglie di notabili nelle differenti cittadine o villaggi del sud Tunisia. La raccolta, lo studio, ed anche la traduzione di questi testi possono essere di fondamentale importanza per la composizione del mosaico storico della regione. Io credo che sia possibile proporre a tutti i possessori di documenti di compravendita, di affido o di qualsivoglia argomento la richiesta di  semplici fotocopie sulle quali sarà possibile elaborare studi e documentazioni . Per straordinaria concessione della famiglia Nurredin el Mekki el Marzughi di Douz ho avuto la possibilità sin dal 1993 di avere alcune centinaia di fotocopie che potrebbero essere gia sin d’ora un archivio numeroso ed importante su cui lavorare. Questi  documenti stilati in differenti epoche sono sovente la sola testimonianza scritta di un territorio. Ad esempio una di queste copie rappresenta il solo documento reale del Marabuto di el Awina El Mahajub stilato nel 1493 in cui si afferma l’acquisto di un appezzamento di giardino chiamato Tarayed  presso il villaggio di Nagga  vicino a Kebilli. Di questo e non solo di questo mi sono impegnato nella traduzione in lingua francese e italiana. Allo scopo di realizzare un documento storico effettivo e realistico. Altri documenti rappresentano la vita e gli aspetti umani di schiavi affrancati, di allevatori e agricoltori dove è possibile leggere particolarità che a mio avviso devono essere segnate e raccolte in un documento complessivo perché diventino materiale storico su cui basare nuove ricerche e nuovi studi.

       

Copie di documenti arabi antichi

 

C) La creazione di musei naturalistici e etnografici nei villaggi del sud Tunisia

I° Esempio il “Museo Etnografico e Naturalistico di SMAR”  sud est Tunisia

Il 5 Aprile 2008, in occasione del mese del Patrimonio tunisino è stato inaugurato il  Museo di Smar, un luogo ed un paese del sud est Tunisia sulla linea  di comunicazione stradale tra Ben Gardane e Tataouine.  Un piccolo centro in cui l’economia predominante è la pastorizia, l’allevamento di ovini e di dromedari. Ed è proprio la presenza di una vita ed un ambiente poco contaminato da quel modernismo  che trasforma la natura e l’ambiente sovente in modo deleterio, che si è pensato di realizzare direttamente sul posto un  museo delle tradizioni sahariane che possa essere la cerniera di comunicazione tra il Sahara  ed i centri di studio del nord della Tunisia ed il resto del mondo. Un punto strategico in cui la testimonianza della vita degli uomini  e dell’ambiente ha conservato luoghi, valori  e modi che possono essere momento di studio di tutte le discipline che riguardano il deserto del Sahara. L’idea iniziale è scaturita nell’anno precedente al Professor Najib Boutaleb rettore dell’”Istitut Supèrieur des Sciences Humaines de Tunis”, che primo tra tutti ha posto in essere con la costituzione di un comitato di cittadini divenuto la base umana  di questo importante obiettivo.  Il gruppo di lavoro nella sua estensione è costituito da personaggi ed enti di valore internazionale con relative specifiche  e competenze scientifiche che hanno contribuito alla formazione del museo nei  suoi aspetti didattici e materiali e sono:  Marino Alberto ZECCHINI italiano ed  esperto di antropologia  e Franco VALENTI,  l’Institut Des Regions Arides (IRA) Medenine ed il dipartimento di lingua italiana applicata coordinato dal  Prof. Fethi NAGGA con gli studenti universitari dell’Institut Supérieur des Sciences Humaines di Tunisi. Le idee ed il lavoro di realizzazione sono state messe in essere  anche con la collaborazione di tutti i componenti del comitato associativo.

Azione di ricerca sul terreno

Dopo aver esplorato il territorio in un raggio di circa 50 chilometri attorno al  villaggio, battuto piste conosciute e sconosciute del deserto limitrofo  abbiamo raccolto vari materiali e realizzato dei supporti didattici che oggi costituiscono il materiale espositivo del piccolo museo etnografico di Smar. Con questi materiali  abbiamo creato un ”itinerario scientifico”, articolato in tre temi fondamentali: la natura, la flora e la fauna e gli aspetti etnici ed antropologici  per approfondire la conoscenza del deserto in generale e in particolare nella regione di Smar  nella sua complessità naturalistica ed umana.   Un percorso non solo esotico e affascinante per sua natura, ma momento di studio dell’ambiente e nell’intento di costituire  un Centro di  Studi, una piattaforma,  la più aperta possibile alla collaborazione di tutti, in cui  enti, scuole ricercatori, e privati di ogni nazionalità possano  accedervi per visitare, studiare,  conoscere e contribuire per migliorare la conoscenza degli uomini al fine di arricchirne la qualità della vita.

Itinerario Museale

Il percorso della mostra permette la visione dei suoi contenuti in un itinerario scientifico che si articola in  quattro tematiche fondamentali attraverso l’osservazione di oggetti, gigantografie, testi e disegni, films documentari etc. dei temi seguenti:

Geologia:la desertificazione ed il territorio.

Antropologia ed etnografia: gli uomini, la loro storia e le loro organizzazioni sociali ed economiche.

La natura viva: la flora e la fauna nella sua complessità ambientale, evolutiva selvatica e domestica ed utilitaristica per l’uomo.  

Esecutivi del Centro

·        Raccolta reperti di materiali che rappresentano la testimonianza degli eventi geologici, della situazione floro faunistica, della storia  e delle tradizioni etniche del deserto

·        Conservazione di pubblicazioni  e documenti in ogni lingua inerente ai temi  del Sahara in generale e locale, degli   uomini che lo hanno abitato e  delle tradizioni  della vita nel deserto. 

·        Cartografia: raccolta e conservazione di carte e materiale geografico in ogni lingua, antichi percorsi carovanieri, esplorazioni del passato e moderne, foto satellitari, C.D. Rom, , piste, punti G.P.S.  

·        Informatizzazione: sito web (Internet) e archiviazione di dati informatici, produzione di video e C.D. Rom, fototeca.

 

  • Proposte  in Tunisia e in Europa:

A) iniziative inseribili in tutti i programmi culturali e didattici di Scuole (di ogni ordine e grado), Enti Comunali, Musei, Università, Associazioni, centri di studio e di ricerca, Hotel, circoli sportivi, turistici e quant’altri volessero fruire  di consulenze, mostre, lezioni,  conferenze e incontri.

 B) Pubblicazioni , ricerche, monografie,   su materiale cartaceo, filmati in cassetta e C.D. Films.

C) Esecutivi  per  sponsorizzazioni, consulenze,  percorsi  geografici e tematici  sul deserto.

    

FOTO DEL MUSEO DI SMAR IL GIORNO DELLA INNAUGURAZIONE IN PRESENZA DEL GOVERNATORE DI TATAOUINE

5 Aprile 2008

 

Conclusioni

Considerando che il deserto della Tunisia si colloca in una posizione geografica facilmente raggiungibile, che le condizioni sociali e politiche  favoriscono le possibilità di ricerca e studio in partnerariato con le associazioni libere e ministeriali dello stato, nasce spontanea la proposta della costituzione di una piattaforma di studio con l’obiettivo di riscrivere l’ambiente e la storia di questa regione partendo da nuove fonti e da inedite angolazioni. 

Questa piattaforma aperta a tutti: studiosi ricercatori ma anche ad appassionati viaggiatori, tunisini o di qualsiasi provenienza estera, che intendano porsi in modo serio nel contribuire nella valorizzazione del territorio in tutte le sue forme: ambientali e culturali devono trovare una sede di contatto direttamente sui luoghi una sede in ogni cittadina nello specifico :Douz e Tataouine. Questa sede potrebbe essere una emanazione controllata dalla Sua Università e realizzabile presso un ente o una associazione ministeriali o libera che per la sua specificità si interessa ai temi naturalistici e culturali. Una piattaforma aperta   che si pone come nucleo e fulcro  interattivo tra l’ambiente e tutti gli interessati al “deserto” del mondo.

Non sono poche le esperienze avute con università ed associazioni internazionali che hanno contribuito agli studi particolareggiati in molti campi indirizzati alla lotta alla desertificazione, sia nell’ambiente naturale che nel settore culturale.

Costatiamo anche  da vecchia data  il numeroso affluire di ricercatori provenienti in particolare dall’Europa. Francesi, Italiani, Tedeschi, Spagnoli, Inglesi e i nuovi arrivi dai paesi dell’est,  che sovente giungono con semplici interessi turistici  ma che poi si trasformano sul luogo in viaggi di studio per la grandiosità della natura e della umanità del patrimonio tunisino.

Conosciamo il numeroso affluire di un turismo culturale che giunge a cavallo tra l’interesse sportivo automobilistico, naturalistico ed umano. Gruppi che, con o senza permessi seguono itinerari anticipatamente studiati per andare ad osservare e vivere il deserto tunisino.

Abbiamo in oltre il turismo così detto di massa e cioè i viaggiatori che utilizzano agenzie con auto fuoristrada per un tour nel deserto ed infine il numerosissimo turismo cha da una località balneare si sposta con auto o autobus per osservare le prime dune e i tramonti del deserto.

Dunque una numerosissima affluenza che possiamo quantificare in centinaia di migliaia di arrivi ogni anno. Abbiamo un potenziale umano enorme a cui tendere facilmente nuove proposte per rendere la piattaforma un punto di contatto interattiva, dove innescare contatti interdisciplinari e sviluppare evolvendo verso lo sviluppo delle regioni desertiche attraverso nuovi studi che porteranno a nuovi progetti in ogni direzione.

Infine credo che per rendere pratica questa idea sia necessaria la formazione di un  gruppo di studio e di lavoro che segua ininterrottamente l’evolversi, che interagisca con tutti, ricercatori e viaggiatori di ogni nazionalità,  che continui nella pubblicazione di materiali lontano dalle formule turistico/commerciali, che diventi l’interlocutore privilegiato  di chi nel deserto viene per cogliere natura e cultura  e che ritorni portando nel cuore stima e rispetto di ciò che ha trovato. 

 

Marino Alberto Zecchini

 

 

 

 

 

 

 

 

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