
Marino Alberto Zecchini e Narjes Moussa
Associazione "Ibn AraFa” Tavola rotonda 19/07/08 Ordine del giorno:
La nostra proposta si articola in tre interventi in direzioni solo apparentemente separati tra loro ma che compongo come un mosaico un unico e grande disegno:
Un museo dedicato a IBN ARAFA come contenitore di altri temi di grande importanza nazionale ed internazionale.
L’intercultura-La preistoria e la storia locale- Il museo della emigrazione.
Musée IBN ARAFA français -bas de suite
IL MUSEO IBN ARAFA
Proposta per la formazione di un museo della cultura intitolato a Ibn AraFa.
Alla luce di uno spirito che abbraccia l’intera coscienza umana credo che si potrebbe esaminare l’ipotesi della realizzazione di un museo a Ghumrassen intitolato a Ibn AraFa in cui sono raccolte documentazioni, ricerche e quant’altro fosse reperibile sulla sua vita e sul suo pensiero.
Un museo che per i suoi contenuti sia di carattere interculturale aperto a tutto il mondo indirizzato alla pace ed alla convivenza tra i popoli.
Un luogo in cui saranno esposti cartelloni, documenti e materiali che possano spiegare l’uomo, le scoperte ed i meriti di quel periodo in cui la cultura arabo-musulmana era all’apice e il motore della sapienza del mondo intero.
A) La realizzazione pratica si può ipotizzare in due momenti: uno concreto, fisicamente costituito da cartelloni esplicativi, disegni, foto e materiali.
La realizzazione dei cartelloni esplicativi che saranno esposti al museo saranno gli estratti sintetici degli enunciati, dei contenuti culturali e spirituali del grande personaggio, le note storiche della sua vita.
B) Il secondo momento potrebbe essere costituito dallo studio di un itinerario elaborato sulla montagna sino alla Zawia come una sorta di percorso lungo il quale si possono inserire tappe di differente interesse secondo la memoria storica del personaggio, le basi dei suoi insegnamenti e la testimonianza delle rovine rimaste. Una rivisitazione del luogo eseguita a piccole tappe in modo che si possa sublimare le idee del personaggio passanti per la sua storia, la sua cultura, la sua spiritualità il tutto amplificato dalla eccezionale paesaggistica.
Insisto sulla realizzazione di un museo dedicato al grande sapiente Ibn AraFa ed ai temi interculturali non solo per l’importanza del personaggio ma anche perché il suo grande spirito può sostenere tutta l’impalcatura affiancata e cioè il museo della emigrazione e quello di storia locale che saranno in seguito spiegati, la nobiltà delle sue idee le estensioni alla apertura ad altre culture ritrovabili nei suoi testi possono ancora essere un fulcro utile per fare forza sugli obiettivi preposti e dare a Ghumrassen e alla intera regione di Tataouine nuova vita culturale , nobiltà d’animo ed economia.
MUSEO DELLA PREISTORIA E DELLA STORIA LOCALE
La regione di Ghumrassen e di Tataouine ha un patrimonio preistorico e storico di grande interesse e sarebbe da considerare come possibile candidato per il riconoscimento nell’elenco dei patrimoni mondiali dall’ UNESCO.
-
Il suo passato, con le numerose pitture rupestri ed i siti preistorici.
-
Le numerose rovine romane tracciate sulla linea del Limes Tripolitanus, di cui ancora molte non sono state rilevate e studiate.
-
La presenza della popolazione Amazigh cioè jebelia con la sua storia preislamica, la sua lingua: il tifinagh, e altre numerose testimonianze della presenza cosi detta berbera.
-
L’arrivo dell’Islam e della cultura araba.
· Gli ksur con tutta la loro architettura, la vita sociale, il loro utilizzo socio/economico, i segni e i simboli che hanno contraddistinto i popoli della regione.
· Il recente periodo coloniale nelle differenti specifiche dell’impatto sulla storia delle popolazioni.
· La vita tradizionale che in questi ultimi tempi si è trasformata a causa dei veloci cambiamenti epocali.
Tutto questo sembra chiedere di essere conservato, protetto e documentato. Questi sono solo alcuni dei motivi basilari che indicano la necessità della realizzazione di un museo.
I supporti con i loro contenuti didattici e storici saranno costituiti da cartelloni esplicativi, foto e materiali da esporre secondo i temi trattati. Alcuni itinerari potranno essere studiati ed elaborati in differenti lingue attraverso pubblicazioni e audiovisivi cominciando da uno studio ed un filmato sulla presenza delle pitture rupestri della regione e un altro sugli ksur ed i loro contenuti storici, architettonici e spirituali. Questi elaborati che nel tempo potranno diventare numerosi saranno di proprietà dell’archivio del museo, ricchezza e strumenti di divulgazione nel mondo della regione di Ghumrassen e di Tataouine.
Potrebbero essere questi l’inizio della raccolta di documentazione destinata alla domanda di riconoscimento all’UNESCO del patrimonio locale.
MUSEO DELLA EMIGRAZIONE A GHUMRASSEN
Il museo della emigrazione nella cittadina di Ghumrassen può essere un centro di grande interesse nazionale ed internazionale soprattutto se posto in linea ideale con gli avvenimenti storici ma soprattutto attuali.
Gli avvenimenti storici:
Gli interessi del passato inglobano sentimenti che vanno dalla ricerca di una vita migliore alla fuga per avventura o per repressione sociale o politica. Motivazione che costituiscono sempre motivo di studio storico sociale per i ricercatori e per le nuove generazioni. Vanno poi considerati i lati sentimentali appartenenti alla memoria degli emigranti che in paesi lontani geograficamente e culturalmente anno trascorso periodi difficili a volte drammatici anche nel pieno abbandono. Queste brevi considerazioni sono solo il titolo di un vasto terreno su cui indagare, scrivere e documentare perché rimanga la memoria scientifica di un periodo storico che per il momento è nebuloso e in gran parte sconosciuto.
Gli interessi odierni sono quantomeno di grande attualità e se considerati nella loro forma scientifica questo centro può candidarsi per i rapporti internazionali ed in particolare con gli stati europei a nord del Mediterraneo. La Francia, l’Italia e la Spagna stanno in questo periodo più che mai elaborando leggi e sovvenzioni per ordinare l’immigrazione e sono alla ricerca continua di interlocutori che possano dialogare su questi difficili temi. Non essendoci in Tunisia altri esempi, il museo della Emigrazione di Ghumrassen potrebbe una volta costituito essere un centro di enorme interesse culturale e sociale con cui interloquire con le associazioni del settore che in Europa sono già numerose e diventare l’unico riferimento importante delle regioni del sud.
Dunque il progetto potrebbe essere organizzato su due livelli: uno fisico ed uno virtuale.
A) Il primo (fisico) potrebbe essere ospitato in un lato all’interno del Museo di Ibn Arafa .
La denominazione del museo potrebbe essere così definito:
Museo della Emigrazione
Storie nel Mondo della Gente di Ghumrassen, di Tataouine e del sud Tunisia
Saranno trattate le storie di chi ebbe la necessità e il desiderio di partire verso terre lontane, arricchito da oggetti e documenti ed “animato” dalla proiezione di videodocumentari dal forte coinvolgimento emotivo. Si potrà allestire una biblioteca , una mediateca e una sala conferenze. Un itinerario visivo su pannelli con spiegazioni in lingua araba, francese, italiano e inglese in cui saranno specificate le caratteristiche salienti degli emigranti del sud Tunisia: foto, documenti, lettere, passaporti, ricevute ed altro materiale che gli emigranti che sono oggi tornati metteranno a disposizione.
Tutto il materiale sarà l’archivio, il trascorso e la memoria della emigrazione.
B) Il secondo livello (virtuale) è invece costituito dal sito Web del museo, attraverso il quale è possibile la consultazione on-line delle informazioni e del materiale recuperato attraverso il lavoro di ricerca che sarà a disposizione di tutti ma soprattutto sarà un mezzo di contatto con tutto il mondo, gli enti e le associazioni europee che si muovono dentro i medesimi temi.
La filosofia dei contenuti dovrebbe
sottolineare il ricordo, la necessità e il desiderio di partire verso
terre lontane per trovare condizioni di vita migliori o libertà negate,
ma anche e soprattutto per spiegare il grande contributo dato dagli
emigranti tunisini alla costruzione economica materiale e culturale dei
paesi di adozione. Un fenomeno troppo spesso sconosciuto o sottovalutato
ma che ha lasciato un segno importante nello sviluppo della società
moderna nei paesi d’occidente. Per concludere è indispensabile che il
registro delle spiegazioni, il tono e i temi trattati siano sempre
indirizzati alla nobilitazione anche nei momenti drammatici dell’uomo
che è stato il soggetto della emigrazione. Oggi più che un tempo le
economie degli stati europei sono in declino, la crisi demografica per
la mancanza di nuove generazioni sta creando una società di soli adulti
non disponibili alla esecuzione di tutti i lavori, la necessità di
giovani lavoratori sono pensate e progettate in piani politico/economici
attraverso la richiesta compartimentata di immigrazione. Permettetemi
di insistere su questo punto perché è uno dei temi politici più
dibattuti di cui i governi, gli enti, e le associazioni europee non
trovano interlocutori; per questo il museo di Ghumrassen, se sarà capace
di muoversi in questa direzione potrà essere riconosciuto
culturalmente e sovvenzionato.
Ipotesi del contenuto dei pannelli da realizzare :
-
Gli uomini da sempre si muovono, spinti dal desiderio di vedere ed esplorare nuovi territori o dal bisogno di migliorare la propria condizione di vita con la ricerca di luoghi, anche lontani, ove questo sia possibile. - Un itinerario che ripercorre le tracce degli spostamenti della emigrazione di Ghumrassen e del sud Tunisia attraverso carte geografiche e supporti didattici verso le diverse parti del mondo e ricostruire per quanto è possibile, le vicende di uomini e donne che ne sono stati protagonisti da quando il fenomeno della emigrazione è in iniziato.
- I punti di aggregazione nel mondo in cui si sono formate le piccole comunità tunisine, i luoghi in cui numericamente erano o sono presenti collettività di emigranti tunisini, ad esempio i centri di lavorazione stagionale; ricordo che il villaggio di S. Croce presso Ragusa in Sicilia è abitato quasi esclusivamente da emigranti tunisini e sono circa 6000 persone. Altri esempi non sono difficili da elencare soprattutto in Francia.
- I mezzi utilizzati per raggiungere le terre ambite, l’aiuto dei parenti e amici per sostenere i primi tempi di permanenza, il lavoro, i primi ed i secondi guadagni, la nostalgia del paese d’origine con tutte le sue implicazioni.
- L’impatto culturale con un nuovo mondo, la fatica di essere accettati, i patimenti ed i successi.
- Il rapporto con la terra d’origine, La patria lontana ma sempre presente nel cuore, speranza di un ritorno felice da trascorrere in vecchiaia con la famiglia ed il villaggio.
Questi non sono che alcuni dei temi sui quali è possibile elaborare i contenuti di base della esposizione.
Conclusione
Dunque queste e non solo sono le possibilità di cui vediamo possibile l’esecuzione, la ricchezza del patrimonio della regione è consistente e secondo noi necessita la realizzazione di un veicolo che la porti alla conoscenza di tutti, un veicolo studiato e nobile che trasmetta i contenuti in modo scientifico ma contemporaneamente divulgativo, in un registro che porti il fruitore alla stima ed al rispetto dei luoghi ma soprattutto della umanità del popolo di queste regioniResta inteso che tutto il lavoro di raccolta deve essere progettato e realizzato in tempi da stabilire e a questo proposito si potrebbe realizzare la formazione di un comitato di studio che si impegnerà con noi nella raccolta e nella elaborazione del materiale. Dal canto nostro sarà possibile l’esecuzione di tutti gli elaborati, i loro contenuti culturali e didattici, la grafica e le traduzioni in differenti lingue, l’esecuzione di libri, pieghevoli, opuscoli e documentari audiovisivi. Ma per fare questo è necessario un intesa chiara sui tempi di esecuzione che possono essere stabiliti a breve e a lungo termine.Un preventivo di costi puri delle elaborazioni partendo dalla base che molta parte del lavoro sarà da noi eseguito in puro volontariato ma che comunque per un progetto così importante sarà necessario l’acquisto di materiali e il pagamento di alcune lavorazioni.
Grazie
Marino Alberto Zecchini Narjes Moussa
Association « IBN Arafa »
Table ronde du 19/07/2008
Le patrimoine matériel de la région de Tataouine et Ghomrassen : Caractéristiques et méthodes de valorisation et d’exploitation.
Cette proposition s’articule autour de trois interventions qui pourraient sembler distinctes mais qui en réalité composent ensemble le grand dessin d’une unique mosaïque : un musée dédié à IBN Arafa et qui serait également une structure d’accueil pour d’autres thèmes de grande importance nationale et internationale :L’inter-culture – La préhistoire et l’histoire locale – Un musée de l’émigration.
Le musée IBN Arafa : Création d’un musée de la culture dédié à IBN Arafa.A la lumière de cet esprit qui embrasse l’entière conscience humaine, on pourrait examiner l’éventualité de créer à Ghomrassen un musée dédié à IBN Arafa. Il y serait recueilli la documentation, les recherches et autres éléments concernant sa vie et sa pensée.Il s’agirait d’un musée interculturel, ouvert au monde et dédié à la paix et à la cohabitation des peuples.Un lieu où seraient exposées des affiches ou planches explicatives, des documents et un matériel pouvant nous éclairer sur l’homme IBN Arafa mais aussi sur les découvertes et les mérites de la culture arabo-musulmane en cette période de son apogée où elle fut un moteur de connaissance pour le monde entier.
La réalisation pratique pourrait se concevoir en 2 parties.
A/ Un partie concrète, physiquement constituée de planches explicatives, de dessins, de photographies et autre matériel. Les planches explicatives exposeront à travers des extraits et des résumés, la pensée de ce grand personnage IBN Arafa, le contenu culturel et spirituel de son œuvre ainsi que des notes historiques concernant sa vie.
B/ La deuxième partie pourrait être un itinéraire conçu sur la montagne jusqu’à la Zaouia comme un parcours Jalonnée, d’étapes diverses retraçant à la fois la mémoire du personnage, la base de ses enseignements et le repérage de témoignages historiques constitués par les ruines subsistantes. En fait, il s’agirait de « revisiter » le lieu, par petites étapes, de manière à remettre en lumière les idées de IBN Arafa à travers son histoire, sa culture, sa spiritualité, tout cela en quelque sorte amplifié par le spectacle exceptionnel de la nature qu’offre le parcours même. Permettez moi d’insister sur la réalisation d’un musée dédié au grand savant qu’était IBN Arafa et aux thèmes interculturels, non seulement à cause de l’importance du personnage mais parce que son esprit même est un véritable soutien à l’édification adjointe d’un musée de l’émigration et de l’histoire locale qui seront développées par la suite. La noblesse des idées de IBN Arafa et l’ouverture aux autres cultures dont témoignent certains de ses textes sont autant de points d’appui pour donner force aux objectifs proposés et apporter à Ghomrassen et à l’entière région de Tataouine une nouvelle vie culturelle, remettre en lumière sa noblesse et développer son économie.
Musée de la préhistoire et de l’histoire locale
La région de Ghomrassen et de Tataouine possède un patrimoine préhistorique et historique d’un grand intérêt et qui mériterait peut être de faire l’objet d’une candidature à une reconnaissance sur la liste des patrimoines mondiaux de l’UNESCO.
Thèmes à développer :
- Le passé avec les sites préhistoriques et les nombreuses peintures rupestres.
- Les nombreuses ruines et traces de la présence romaine sur la ligne du Limes Tripolitanus dont beaucoup n’ont pas encore été relevées ni étudiées.
- La présence de la population Amazigh ou Jebelia avec son histoire préislamique et sa langue le tifinagh ainsi que de nombreux autres témoignage de la présence dite berbère.
- L’arrivée de l’Islam et de la culture arabe.
- Les Ksours : Leur architecture, leur vie sociale, leurs usages socio-économiques, les signes et les symboles qui ont distingué les peuples de la région.
- Le passé colonial relativement récent et les différentes spécificités de son impact sur l’histoire des populations.
- La vie traditionnelle et ses transformations en fonction de la rapide évolution des temps.
Tout cela demande à être répertoire, documenté, protégé et conservé.
Ce ne sont là que quelques unes des raisons basiques qui motiveraient la création d’un musée. Les supports aux contenus didactiques et historiques seront constitués de planches explicatives, de photographies et de matériel correspondant aux thèmes traités. Certains itinéraires pourront être élaborés en différentes langues à travers des publications et des créations audio-visuelles en commençant par une étude et un petit film sur les peintures rupestres de la région, et d’autres sur les Ksurs, leur histoire, leur architecture et leur spiritualité. Ces travaux, qui avec le temps seront amenés à se multiplier, seront propriété des archives du musée et constitueront une richesse et un instrument de divulgation de la connaissance de la région de Ghomrassen et de Tataouine de par le monde.
Ces premiers recueils de documentation pourraient illustrer la demande d’inscription à la reconnaissance de patrimoine local auprès de l’UNESCO.
Musée de l’émigration à Ghomrassen
Le musée de l’émigration dans la petite ville de Ghomrassen pourrait être un centre de grand intérêt national et international surtout s’il est placé sur un tracé des événements historiques et actuels.
- Les événements historiques :
Le passé s’intéresse à l’histoire même de l’émigration, englobant les motivations diverses qui en sont à l’origine : Recherche d’une vie meilleure, fuite, esprit d’aventure, rejets sociaux ou politiques. Nous avons là non seulement des sujets d’études historiques et sociales pour les chercheurs, mais également un pôle d’intérêt pour les générations nouvelles qui veulent se pencher sur le passé de leurs pères pour mieux comprendre leur présent. Il est important d’accorder toute la considération qui se doit aux aspects affectifs de la mémoire de ces émigrants qui ont eu à vivre dans des pays géographiquement et culturellement lointains, un exil particulièrement difficile sinon même parfois dramatiques et solitaire. Ce ne sont là que quelques brèves considérations sur ce qui serait sans nul doute un vaste terrain d’investigation à nourrir de documentations et à propos duquel il faudrait écrire afin de préserver scientifiquement la mémoire d’une période historique qui demande à en outre à être éclairée, étant actuellement encore en grande partie mal connue.
- Evénements actuels :
L’intérêt pour l’époque contemporaine est bien sûr de grande actualité. S’ils sont pris en considération de manière scientifique, les questions d’aujourd’hui pourraient s’inscrire dans des rapports internationaux et plus particulièrement dans ceux qui concernent les états européens au nord de la méditerranée. La France, l’Italie, l’Espagne par exemple sont plus que jamais aujourd’hui impliquées dans l’établissement de lois qui « ordonneraient » l’émigration et sont sans cesse à la recherche d’interlocuteurs pour des dialogues sur ces sujets sensibles et difficiles. Comme il ne semble pas qu’il existe encore en Tunisie d’exemple de cette nature, on pourrait espérer qu’un musée de l’émigration à Ghomrassen pourrait, une fois mis en place, constituer un centre important de par son intérêt culturel et social et en tant que tel représenter un interlocuteur possible pour les associations déjà nombreuses en Europe à se préoccuper de ces questions spécifiques et qui auraient besoin d’un point de référence dans les régions du sud.
Ce musée se définirait par sa dénomination qui pourrait être celle ci:
Musée de l’émigration
Histoires de par le monde des gens de Ghomrassen, de Tataouine et de sud de la Tunisie.
Le projet de ce musée pourrait s’organiser en 2 parties : une partie physique et une partie virtuelle.
A/ La première partie (physique) pourrait être abritée dans une section de la mosquée, à l’intérieur du musée IBN Arafa. C’est là que figureraient, illustrés par des objets et des documents, les récits de ceux qui un jour eurent la nécessite ou le désir de partir pour des terres étrangères. Cette section serait également « animée » par des projections de documentaires vidéo où il sera important d’illustrer la dimension fortement émotionnelle de ces expériences humaines particulières. Il faudrait penser aussi à monter une bibliothèque, une médiathèque et à aménager une salle de conférence. Organiser un itinéraire visuel de panneaux explicatifs en langues arabe, française, italienne et anglaise où seraient spécifiés les caractères saillants des émigrants du sud de la Tunisie. Tout cela accompagné de photographies, lettres, passeport, reçus et tout autre document que les émigrants, aujourd’hui rentrés au pays, voudraient bien mettre à la disposition du musée.
Ce matériel représentera les archives et la mémoire de l’émigration.
B/ La seconde partie (virtuelle) sera constituée par le site web de musée dans lequel il sera possible de consulter « on line » les informations et les documents recueillis lors des travaux de recherches, mis ainsi à la disposition de tous. Mais ce site aura surtout un rôle essentiel en tant que moyen de contact avec le monde, les institutions et les associations européennes que ces mêmes questions intéressent.
La philosophie du contenu de ces thèmes devrait porter sur la mémoire, sur la question de la nécessité et le désir de partir vers des terres étrangères pour y trouver une vie meilleure ou une nouvelle liberté, mais aussi et surtout expliquer la grande contribution des émigrés tunisiens à la construction économique, matérielle et culturelle des pays d’adoption. Un phénomène souvent mal connu et sous évalué mais qui a laissé son empreinte dans le développement de la société moderne des pays occidentaux. Pour conclure, il est indispensable que le registre d’explications, le ton et les thèmes traités contribuent à remettre en valeur les aspects de noblesse humaine des protagonistes de l’émigration.
Première idée de projet de « contenus » des panneaux à réaliser.
Depuis toujours les hommes se sont déplacés, poussés par le désir de découvrir et d’explorer de nouveaux territoires ou par besoin de trouver de meilleures conditions de vie en de nouveaux lieux même lointains qu’ils recherchent autant que cela leur est possible.
- Un itinéraire qui dessine, autant que faire se peut, les déplacements des émigrés de Ghomrassen et du sud de la Tunisie à travers des tracés sur des cartes géographiques et des supports didactiques. Des déplacements vers les différentes parties du monde que des hommes et des femmes ont été amenés, selon leurs histoires personnelles respectives, à rejoindre en tant que protagonistes du phénomène de l’émigration à ses débuts.
- Les lieux dans le monde où se sont regroupées et formées de petites communautés tunisiennes.
Les lieux où étaient et sont toujours présentes des collectivités d’émigrants tunisiens numériquement significatives comme par exemple dans certains centres de travail saisonnier. (Je me souviens personnellement que le village de Santa Croce prés de Ragusa en Sicile abrite presque exclusivement des émigrés tunisiens dont le nombre se monte plus ou moins à 6000 personnes. D’autres exemples ne seraient pas difficiles à répertorier surtout en France ?).
- Les moyens utilisés pour pouvoir rejoindre les pays désirés, l’aide des parents et amis qui offrent leur soutien aux nouveaux arrivants, les premiers temps de séjour, la recherche d’un emploi, le travail, les premiers gains et ceux qui suivent, la nostalgie du pays d’origine et toutes ses implications.
- L’impact culturel du nouveau monde, les difficultés pour s’adapter, pour être accepté. Les souffrances et les succès.
- Le rapport avec la terre d’origine, la patrie lointaine spatialement, mais présente dans le cœur. L’espérance d’un retour heureux au pays pour une retraite et une vieillesse auprès de la famille et dans son village.
Il ne s’agit là que de quelques exemples des questions de base qui seront traitées…
Aujourd’hui, l’économie des pays occidentaux est en déclin, la crise démographique a crée un manque de générations nouvelles et par contre une société d’adultes peu disponibles par rapport à certains travaux. La nécessité de travailleurs jeunes est conçue et projetée sur un plan politico-économique à travers une demande d’immigration compartimentée.
Permettez moi d’insister sur ce point parce qu’il s’agit là de l’un des thèmes politiques les plus discutés et pour lesquels le gouvernement, les associations et les organismes ne trouvent pas d’interlocuteurs.
C’est pour cela que l’on peut penser que le musée de Ghoumrassen, s’il pouvait se mouvoir dans cette direction, aurait peut être quelques chances d’être reconnu culturellement et prétendre à d’éventuelles subventions.
Conclusion
Ces éléments de projet (et d’autres qui s’y ajouteraient ultérieurement) semblent réalisables ; la richesse du patrimoine de la région est consistante et il serait vraiment nécessaire de créer une structure qui lui permettrait d’être à la fois préservée et présentée à tous à travers un véhicule noble et sérieux. Ainsi la connaissance de ce patrimoine serait transmise par des moyens scientifiques mais en même temps divulgateurs. La tonalité à adopter pour la présentation des divers sujets devra faire prendre conscience de l’estime et du respect que cette région et sa population méritent.Il est entendu que tout le travail à réaliser devra être planifié et accompli en des temps qu’il nous faudra établir ensemble ; à ce propos, on pourrait justement former un comité d’étude qui s’impliquerait avec nous dans le recueil et l’élaboration du matériel dont nous aurons besoin. Pour notre part, il nous sera possible d’élaborer les textes et leurs contenus culturels et didactiques, d’exécuter les parties graphiques, de nous charger des traductions en différentes langues, et de réaliser livres, dépliants, opuscules et documents audiovisuels. Il faudra bien sûr nous entendre clairement au sujet du temps imparti à ce travail et aux délais à prévoir à brèves ou longues échéances.La réalisation effective d’un projet d’une telle importance nécessitera obligatoirement des frais. Tout en sachant qu’une grande partie de l’élaboration du travail sera purement bénévole, il faudra prendre en compte les coûts d’acquisition du matériel indispensable et des diverses prestations. Il faudra donc établir un devis prévisionnel de budget aussi détaillé que possible par rapport aux différentes étapes d’exécution du travail.
Merci
Alberto Marino Zecchini
Narjess Moussa


