
Lettera aperta al viaggiatore del deserto

Tu, che prima di ogni partenza esamini lo stato del tuo mezzo di trasporto, che realizzi personali ristrutturazioni ed allestimenti per meglio affrontare lunghi ed accidentati percorsi, che escogiti metodi per la collocazione di serbatoi per le supplementari riserve di acqua e di carburante, che realizzi robuste bagagliere ancorate direttamente alla struttura del veicolo per sopportare le micidiali ondulazioni delle piste di pietra. Tu, che utilizzi i pneumatici più adatti per galleggiare sulla cedevole sabbia, che ti affidi alle carte geografiche particolareggiate, alle foto satellitari, al tuo G.P.S., per partire, percorrere il deserto e arrivare; questo libro non può insegnarti nulla. Questo libro è uno strumento che apre nuovi percorsi, i più remoti e misteriosi, scritto per alimentare la passione per il deserto e per assaporare le scoperte ed il viaggio con il gusto di nuovi cibi culturali, per dotarsi di strumenti di conoscenza necessari ad aprire orizzonti più vasti. Indirizzato ai moderni “viaggiatori del deserto” che sono un po’ i figli di quei santi ed eroi che osano ancor oggi il sogno dell’asceta e del cavaliere di ventura, in cerca di solitudine e della giusta direzione. Questo non è un libro per piloti e per battitori di piste, ma un manuale per i rapporti umani, è il risultato delle mie esperienze acquisite, in molti anni di lunghe permanenze e di studio nel deserto del Sahara. Indirizzato a tutti, ricercatori e viaggiatori, impegnati a capire profondamente le cose del mondo. Uno strumento da usare alla stregua di un satellitare, utile per non perdere l’orientamento dei vastissimi e poliedrici atlanti della cultura arabo/imazighen. Una ricerca dei punti di congiunzione culturale tra i mondi delle sponde opposte del Mediterraneo. Un libro a temi, solo apparentemente separati tra loro, ma che s’intersecano come pezzi componenti un unico grande mosaico, in un percorso passante per il mito, la storia, le tradizioni popolari, l’etnografia, la scienza, l’animismo, la religione e il misticismo, dentro cui è possibile cogliere le testimonianze dei contatti e le reciproche influenze tra l’Europa e la cultura arabo/ imazighen, per conoscere e vivere un rapporto fraterno tra i popoli nella reciproca stima. Un percorso attraverso il confronto, che noi consideriamo necessario, poiché riteniamo che la conoscenza di un’altra cultura sia la chiave per la comprensione di noi stessi.

Marino Albero Zecchini