SEGNI E SIMBOLI
Il mistero degli Ksur berberi del sud est Tunisia
Nel corso delle nostre ricerche nei numerosi ksur della regione, abbiamo censito e fotografato alcune migliaia di disegni e scritture realizzati con la tecnica del bassorilievo, dell’altorilievo, del graffito e della pittura. Questi simboli sono stati selezionati e divisi per temi, in raffigurazioni antropomorfe, zoomorfe, scritture arabe, geometrie  e figure simboliche a punti e a tratti.Dopo un nebuloso passato, l’uomo che costruisce e abita gli ksur inizia, attraverso le sue rappresentazioni iconografiche, la realizzazione di scritture, simboli e disegni che raccontano le sue tensioni spirituali e materiali, fermando per l’eternità sulla roccia concetti di altissimo significato umano e spirituale, astrazioni che riflettono una capacità introspettiva notevole. Una sorta di scrittura simbolica tutta indirizzata alla ricerca del contatto soprannaturale e divino. Questi segni si ritrovano sulle volte delle gorfas, visibili a tutti, nelle grotte e sulle arcate delle numerose moschee sotterranee. Le idee  vengono elaborate, sintetizzate nel simbolo e impresse nella roccia .

Simbolo Cristiano

Una cripto-scrittura consegnata su un supporto di pietra all’eternità, una banda magnetica in cui è registrata la memoria dei gruppi e delle tribù della regione diTataouine.L’arte degli ksur si ingloba nei concetti dell’arte orientale, con l’utilizzo di tratti di massima sintesi che nulla ha di superficiale se non le forme apparenti. Le capacità espressive e pittoriche esprimono concetti universali attraverso uno stile solo apparentemente infantile. Così l’”arte” degli uomini degli Ksur si esprime con la sua simbologia nell’isolamento delle grotte, che sono come nicchie protettrici e materne, ed imprime sulle volte delle Gorfas l’innocenza originale dell’infanzia di un’umanità. Questi segni traggono la loro origine dalla lontana civiltà neolitica capsiana e diventano molto importanti per lo studio dell'antropologia sociale della regione degli ksur  fornendo le prime tracce per una documentazione storica. Questi segni, sul piano scientifico ed artistico, presentano caratteristiche tali da poter essere considerate una forma di scrittura e linguaggio che si interseca e si amalgama con la preistoria, con la etnia camito-libica, romana ed arabo- islamica.

Simbolo Islamico (i 5 Pilastri dell’Islam)

Le opere, nel corso delle differenti fasi storiche, rappresentano attraverso i simboli, il passaggio di culture e civiltà. Le numerose stelle a sei punte disegnate con i due triangoli  intersecati, simbolo principe del judaismo, il pesce, che ricorda il criptico messaggio del proto-cristianesimo rimasto sino ai nostri giorni nella simbologia dei popoli nord africani, le croci provenienti dal periodo di espansione del cristianesimo durante l’epoca romana. Il contrassegno dell’arrivo della civiltà islamica, identificabile innanzi tutto nei numerosi scritti con lettere arabe in rilievo, nelle stelle a otto e a cinque punte e nei molteplici simboli esoterici.Opere che svelano i punti più nascosti e profondi di un misterioso passato, che permettono  di percorrere, attraverso il codice simbolico, il grande albero “amazigh”, cominciando dalle gemme (simboli) da cui si prolungano i rami, il tronco e le radici, tracce di una pista tesa a riscoprire il seme da cui tutto è iniziato. La simbologia riprende la numerazione orientale, in cui il numero tre resta il fondamentale riferimento dei seguenti ordini: passato, presente, futuro, nascita, maturità, morte e sapienza, forza, bellezza, le triadi esoteriche.  Il numero sette il moto cosmico espresso dai 7 giorni della settimana e i 7 cieli dell'universo teologico islamico. La rappresentazione della mano, che di fatto allude al numero 5 (dita)  rappresenta i pilastri dell’Islām. Il pesce è un simbolo che ritroviamo nelle catacombe cristiane. Nei disegni antropomorfi di ksar Kedim a Maztouria (10 chilometri a est di Tataouine) sono visibili macrosessi maschili e femminili a segnare le tensioni della virilità e della fecondità.

 Simbolo ebraico (la stella di David)

L'impronta del piede  nella civilizzazione egiziana è conosciuto come simbolo  che separa la vita dalla morte, la soglia da superare per passare  da uno stato (la vita) ad un altro (la morte). Lo straordinario esempio di Ras El Moutmana ; il poggio che strapiomba sul villaggio di Ghermessa (25 chilometri ad ovest di Tataouine), dove la tradizione vuole che i giovani candidati al matrimonio ancora attualmente debbano recarsi per incidere l'impronta dei piedi sulla roccia per segnare  la loro vita di giovani e consacrarla al futuro di coppia appartenente alla comunità.I simboli sono come icone della conoscenza, che scaturiscono dal dialogo che l’uomo ha tentato, per comprendere la natura e per placarne le ostilità, nell'intenzione di edificare una  linea di difesa magica contro gli avvenimenti della dura natura del deserto (siccità, razzia, locuste,roditori, sciacalli serpenti e scorpioni). Lo studio scientifico di un argomento che ha in sè questa grande carica di spiritualità non è cosa facile e non può in nessun caso essere realizzato in un breve lavoro, ma la nostra ricerca vuole contribuire alla formazione di una piattaforma per ulteriori ricerche disponibile a tutti, ricercatori ed appassionati viaggiatori. Le rovine sono la testimonianza del passato, venite  ad osservarle, con l’attenzione di chi vuol capire, perché i tesori “nascosti e misteriosi” sono per l’attento osservatore ancora qui posti in evidenza.I documenti, sottoforma di simboli, sono scritti sulla pietra per tutta l’eternità: queste letture  posseggono le chiavi per comprendere i lontanissimi periodi del paganesimo, la magia, l’animismo e l’idolatria, sono un libro aperto su questi luoghi e ci raccontano il procedere della storia sino al grande cambiamento epocale che contraddistingue tuttora il popolo berbero, l’arrivo dell’Islam, con tutta la forza, con tutta la sua spiritualità. In questi tratti si legge il bisogno di comunicare con l’ignoto, con quella sfera  da cui tutto deriva, da cui tutto dipende, in una parola con Dio attraverso la preghiera “lapidaria”, ecco la molteplicità degli scritti eseguiti nel nome di Allah per rimarcarne e ricordarne gli appellativi in una sorta di Dhikr, incisi sulla pietra, per rendere umanamente eterna la sottomissione, l’Islam. Tutte le forme iconografiche si muovono dentro questi grandi percorsi ed affrontano di volta in volta, secondo il criterio e le capacità  dell’autore, differenti modelli iconografici dalla forza più o meno incisa, in questo dialogo con la natura, l’universo e il divino.